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4 motivi per utilizzare il Branded Content Tool

Diego Garufi
Content Manager
21 febbraio 2019

Si è affrontato il tema della promozione di un contenuto influencer sui social. Ma in modo operativo come è possibile farlo? Facebook è venuto in aiuto di molti marketers che si occupano di Influencer Marketing lanciando nell’aprile 2016 il suo Branded Content Tool. Ecco una lista dei vantaggi che puoi avere promuovendo le tue campagne attraverso questo tool su Facebook e Instagram.

Con il lancio della prima versione del Branded Content Tool della società di Menlo Park, è stata data a brand e influencer la possibilità di creare delle pagine verificate per gestire le loro campagne di marketing. Con ulteriori aggiornamenti è stata inserita la possibilità di taggare il brand nei post pubblicati oltre che rendere obbligatoria la trasparenza della collaborazione. Questi post verranno quindi etichettati con il testo “Paid partnership”, in italiano “Partnership pubblicizzata”.

vantaggi branded content tool

  

Inoltre al post verrà allegata l’etichetta “Informazioni su questa partnership” che se cliccata farà apparire un pannello che darà maggiori informazioni sulla collaborazione, con link e descrizioni sia della pagina del creator che di quella del brand.

  

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Infatti Facebook ha deciso di nascondere i post dai feed di notizie di quegli influencer che violeranno questa norma. È un cambiamento che incoraggia la trasparenza tra creator e brand, ed è una delle svolte importanti verso la completa regolamentazione del nostro settore.

I 4 vantaggi del Branded Content Tool

Questo tool è nato inizialmente su Facebook come costola del Business Manager proprio con l’obiettivo di portare i vantaggi della profilazione del pubblico, che molti marketers avevano già a disposizione sui loro profili aziendali, per sponsorizzare al meglio campagne di influencer marketing.

  1. Facilità di sponsorizzazione
  2. Monitoraggio condiviso
  3. Numerosi formati creativi
  4. Audience profilata più ampia

Questi vantaggi possono sembrare banali ma in realtà riescono a diminuire notevolmente i tempi di gestione di un programma di influencer marketing dando a chi in azienda si occupa di gestire questi programmi più tempo e quindi la possibilità di gestire più programmi contemporaneamente.

1. Facilità di sponsorizzazione 

Quando un influencer pubblica un contenuto Facebook può taggare direttamente il tuo brand. Questa possibilità viene data a tutte le pagine pubblicitarie registrate al Business Manager di Facebook. Basta cliccare su “Tagga lo sponsor” e segnalare la pagina del brand che si vuole taggare, inoltre spuntando la casella “Consenti al partner commerciale di mettere in evidenza questo post” si darà appunto alla pagina taggata la possibilità di sponsorizzare il contenuto dal proprio account pubblicitario. Dopo questo passaggio il post andrà in fase di valutazione in quanto il brand dal suo business manager avrà la possibilità di approvare oppure no il post, facendo quindi apparire il post sulla timeline della pagine e sul newsfeed dei suoi follower con la dicitura “Partneship pubblicizzata”. Nel caso di collaborazioni continuative con brand ambassador la pagina ha anche la possibilità di mettere in “whitelist” i contenuti di un influencer che potrà pubblicare direttamente senza dover aspettare la valutazione del brand.

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Dal momento della pubblicazione il brand avrà il pieno controllo sui boost economici con i quali mettere in evidenza il post, il tutto senza dover accedere all'account Facebook di un influencer. Un grande vantaggio in quanto non si dovranno aspettare i tempi endemici di relazione che da sempre rallentano queste collaborazioni.

2. Monitoraggio condiviso

Taggando un brand in un loro post gli influencer permettono di condividere in piena trasparenza la performance dello stesso. Entrambi avranno quindi completo accesso ai dati del post dal business manager. I dati di performance si troveranno nella sezione Insight del Business Manager alla voce “Contenuti brandizzati”, per il brand sotto il tab “Post taggati”, per l’Influencer sotto il tab “Post pubblicati”.

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Entrambi avranno quindi modo di tenere sotto controllare l’andamento del post rispetto alla reach organici o a quella a pagamento, come pure analizzare l’engagement generale e rispondere ai commenti presenti. In questo modo si elimineranno nuovamente i tempi di attesa sulla performance di un post a campagna ultimata, capaci spesso di generare ritardi in fase di reportistica.

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3. Numerosi formati creativi

Utilizzare questo tool non va a impattare in alcun modo sulla creatività dell’influencer che si vedrà libero di pubblicare contenuti in molteplici formati come come video, foto, video a 360°, come addirittura Instant Article e video in diretta. Detto ciò ci sono però dei requisiti che si trovano sulle Linee Guida di Facebook da seguire (sono molto simili a quelle che già sono attivi per i post sponsorizzati di una pagina):

  1. Non includere inserzioni pre-roll, mid-roll o post-roll nei contenuti video o audio.
  2. Non includere banner nei video o nelle immagini.
  3. Non includere intertitoli tra i fotogrammi nei primi tre secondi di un video. Le unità delle inserzioni interstitial non comprese nei primi tre secondi di un video, ad esempio unità intermedie e finali, non devono durare più di tre secondi consecutivi e non devono essere incluse in Facebook Stories o Instagram Stories.
  4. Le Pagine del programma non devono includere contenuti brandizzati nei logo del programma o nei trailer.
  5. Non usare lo strumento per i contenuti brandizzati per taggare una Pagina, un brand o un partner commerciale senza il suo previo consenso.
  6. Per le Pagine e i profili Facebook, non accettare beni di valore per la pubblicazione di contenuti che non sono stati creati in prima persona, di cui non si è stati partecipi alla creazione o in cui non si è inclusi.
  7. Tutte le leggi e le normative applicabili devono essere rispettate, compresa la comunicazione di tutte le informazioni necessarie alle persone che usano Facebook o Instagram, come eventuali dichiarazioni necessarie a indicare la natura commerciale dei contenuti pubblicati.

Come si legge al punto G. è infatti necessario oltre che a seguire le regole di Facebook ottemperare agli obblighi di legge del Paese in cui si sta pubblicando, qui in Italia bisogna quindi utilizzare ulteriori hashtag nel post che rendano manifesta la collaborazione e seguire le linee guida della Digital Chart stilata dall’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria.

4. Audience profilata più ampia

Oltre alla possibilità di guadagnare tempo snellendo i processi di approvazione e monitoraggio dei post l’utilizzo del Branded Content Tool assicura al brand anche la possibilità di allargare l’audience a cui somministrare il contenuto influencer. Ma l’audience a cui si andrà a parlare potrà essere profilata al meglio secondo la necessità del tuo brand. 

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Sempre dalla sezione Insight, andando a cliccare su “condividi e metti evidenza” avrai modo di sponsorizzare il post. Apparirà quindi la schermata di cui sotto da cui potrai selezionare il target di pubblico a cui vorrai andare a distribuire il contenuto. Sarà possibile scegliere quindi tra le opzioni principali delle sponsorizzazioni che Facebook già rende disponibili: persone a cui piace la tua pagina, persone a cui piace la tua pagina e i loro amici, oppure un target profilato come i diversi pubblici personalizzati che avrai già creato.

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Grazie alla possibilità di mettere in evidenza i contenuti non è più necessario fare affidamento sulla scarsa copertura organica (a cui già l’influencer marketing sta riuscendo a ovviare) e potrai ottenere dei rendimenti migliori dall’investimento che avrai intrapreso con un content creator.

Conclusioni

Utilizzare il branded content tool per collaborare con un influencer è una scelta vincente che porta a vantaggi in ordine di più tempo per i tuoi influencer manager, più snellezza operativa e maggior produttività.

Sono ovviamente da tenere in considerazione alcune mancanze che sono tuttora presenti nel tool: non è possibile andare a influenzare il pubblico di riferimento dell’influencer stesso ma unicamente il pubblico che avrai profilato attraverso il tuo Business Manager; inoltre il tool permette di amplificare la portata solo di post già esistenti che però non possono essere modificati dal brand come l’aggiunta di Pulsanti di Call to Action o Link (come invece è possibile fare quando si sponsorizza un contenuto della propria pagina).

Per scoprire tutti i segreti della distribuzione del contenuto influencer leggi la nostra guida!


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