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Hotel e Influencer: una strategia che funziona?

Diego Garufi
Content Manager
10 maggio 2018

In che modo l’influencer marketing può migliorare la reputazione di un hotel? Come scegliere un creator adatto alla promozione di una catena alberghiera? Ecco alcuni dati su come si possa sfruttare efficacemente questa strategia di marketing nel settore dell’ospitalità.

Fino all’avvento del digitale un hotel si affidava principalmente a due vettori per la propria pubblicità: il classico advertising (cartellonistica, tv, riviste,etc.) e il passaparola tra conoscenti. Con l’avvento di Internet prima e dei social media poi, questo modo di fare promozione si è ampliato e i canali per promuovere grazie al “word of mouth” sono aumentati esponenzialmente. In che modo i content creator si inseriscono in questo nuovo modo di fare pubblicità? Sono davvero utili per migliorare la reputazione di un albergo?

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Il passaparola come chiave nella scelta dell’hotel

Nella selezione di un albergo, ancora prima che affidarci alla ricerca sul web, ci affidiamo ai consigli di parenti e amici. Dove hanno alloggiato, come si sono trovati e quanto hanno pagato. Oltre l’80% dei turisti dichiara di fare affidamento su questi consigli nella selezione di un alloggio durante un viaggio. Inoltre secondo uno studio di Fleishman-Hillard PR & Hearst Magazine addirittura il 92% dei millennial (la fascia di età tra i 16 e i 35 anni) ha dichiarato di fidarsi maggiormente del consiglio di altre persone che delle più classiche forme di pubblicità mentre il 73% di essi sente come propria responsabilità supportare la famiglia e gli amici nei loro acquisti.

Inoltre il 51% del pubblico millennial guarda con interesse i contenuti sui social, specialmente Instagram, e li utilizza per scegliere un hotel invece di un altro. Quindi oltre ad amici e parenti, un’altra figura sta guadagnando sempre più visibilità e si dimostra sempre più affidabile nei propri consigli: l’influencer.

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Le potenzialità di Instagram

Instagram si sta dimostrando uno dei social network con il più alto tasso di crescita con un aumento dei propri iscritti di 100 milioni ogni sei mesi. Entro la fine dell’anno con molta probabilità supererà il miliardo di utenti attivi, mentre già attualmente il 60% della popolazione adulta online ha un account sul social della fotocamera.

Nel 2017 è stato un ottimo anno per i business presenti su Instagram: oltre 120 milioni di utenti hanno visitato siti web, telefonato, mandato email o messaggi diretti ad un’attività commerciale partendo da un post. Inoltre da uno studio della InterContinental Hotels Group entro il 2020 il 40% delle prenotazioni online arriverà da traffico mobile e Instagram potrà essere uno dei canali privilegiati per veicolare questo traffico. Sottovalutare le potenzialità di questa piattaforma per la promozione dell’hotellerie potrebbe essere uno dei peggiori errori di comunicazione degli ultimi anni.

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La scelta del giusto content creator

Abbiamo detto che i content creator stanno prendendo sempre più piede nel mondo travel & hospitality. Non solo viaggi e località esotiche ma anche alberghi e alloggi tra i più disparati (si va dall’hotel di lusso all’ostello fino a catene di affitto come Airbnb, che fa del celebrity endorsement il suo punto di forza). C’è però una considerazione da fare: bisogna saper selezionare il giusto influencer per il proprio brand.

L’hotellerie è un settore in cui tutti sono potenzialmente degli influencer: le recensioni online, che siano su TripAdvisor o altre piattaforme sono una forma di influencer marketing. Se positive potranno aumentare l’interesse verso la nostra struttura, se negative rischiamo di perdere clienti.

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La scelta del giusto creator diventa così un punto critico nella gestione di una campagna di influencer marketing. In primis ci si deve differenziare dal resto dei competitor e in secondo caso si deve riuscire a trovare una voce adatta alla propria visione. Non esistono dei veri e propri creator legati unicamente al mondo alberghiero, ci si deve così affidare ad influencer che operano in campi attigui. Per esempio un luxury resort potrà fare affidamento maggiormente su creator legati proprio al mondo luxury, a quello del benessere e a quello fashion. Un ostello potrà trarre beneficio dal rapporto con un influencer più legato al travel e con un lifestyle avventuroso. Le potenzialità sono infinite ma non vanno sottovalutate le insidie che la scelta dell’influencer sbagliato può portare.

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Un creator può aiutare la promozione di un hotel?

Ma oltre a migliorare la propria immagine e la lealtà dei propri clienti, quali altri benefici può portare la collaborazione con uno o più content creator?

Uno dei dati più importanti che deriva da una buona strategia di influencer marketing è l’abbattimento delle perdite economiche per il pagamento delle percentuali alle agenzie di viaggio. Infatti una buona campagna può generare traffico direttamente verso il sito della catena alberghiera grazie all’uso di link e hashtag specifici, portando così i clienti a prenotare direttamente sulle piattaforme proprietarie di un hotel. Secondo i dati dello scorso anno in questo modo un albergo può ridurre i costi di gestione delle agenzie viaggio di ben il 20%.

Un’altro beneficio che arriva dal rapporto con un content creator di qualità è la possibilità di massimizzare le opportunità di upselling e cross-selling. Perché scegliere una camera normale quando quella che vediamo nella foto dell’influencer ci attira di più? Non stiamo parlando di manipolazione del cliente ma semplicemente di presentare al meglio le opportunità e i comfort che un albergo può offrire. Inoltre una campagna può far uso di codici sconto per determinate attività offerte dalla struttura, andando così a proporre agli utenti qualcosa di nuovo oltre alla semplice camera e portandolo ad acquistare servizi aggiuntivi. Nello scorso anno le attività di upselling hanno registrato un aumento del 18% grazie a strategie di influencer marketing.

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Infine, secondo i dati raccolti da RhythmOne l’Earned Media Value dell’Influencer Marketing alberghiero nel 2016 sarebbe stato di $2,25 per ogni dollaro speso. Un EMV sicuramente più basso rispetto ad altri settori, che arrivano a EMV di $11.69 ma è comunque un ROI (return on investment) positivo per un hotel (per approfondire il tema ROI puoi leggere la nostra guida a riguardo).

L’influencer marketing negli scorsi anni si è dimostrato una strategia di successo per il mondo dell’hotellerie. David Beebe, ex-Vice Presidente del Global Creative and Content Marketing di Marriott International, ha dichiarato: “l’influencer Marketing è qui per restare e dovrebbe giocare un ruolo fondamentale nella nostra strategia per conquistare i cuori, le menti e i portafogli dei consumatori.”

 


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