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4 influencer che non esistono

Diego Garufi
Content Manager
24 maggio 2018

Hanno una fisicità ma non hanno un corpo fisico, li possiamo incontrare sui social ma non dal vivo. Sono la nuova frontiera dell’influencer marketing: sono gli influencer virtuali.

L’influencer marketing è ormai diventato una strategia ben definita capace di garantire degli ottimi risultati. In questo momento di incertezza sui social, dove la reach organica si abbassa sempre di più e si inseguono i cambiamenti degli algoritmi dei diversi social media, lavorare con gli influencer riesce a portare degli ottimi risultati. Se sei alla ricerca di nuovi influencer con cui collaborare puoi leggere la nostra guida alla selezione dei migliori talenti con cui collaborare oppure puoi farti ispirare da questa una nuova realtà: gli influencer virtuali.

Dalla rete con furore

Negli ultimi mesi si sta parlando molto di due profili su instagram, quello di LilMiquela e quello di Shudu Gram. Ma chi sono queste due bellissime ragazze che indossano abiti firmati e sono già apparse su alcune copertine di famose riviste di moda? Non sono altro che un insieme di 0 e 1, sono delle modelle digitali create con grande maestria ma che, nonostante la loro essenza volatile, sono capaci di coinvolgere milioni di follower.

Influencer virtuali - 03


Ma Miquela e Shudu sono solo le ultime due arrivate in un settore che già aveva fatto uso di testimonial virtuali. Non è facile rintracciare il primo caso di testimonial digitale ma sicuramente il suo successo si afferma nella seconda metà del primo decennio degli anni Duemila e uno dei primi e più importanti avatar prestati al celebrity endorsement è sicuramente Hatsune Miku.

1. Hatsune Miku, la digital idol

Nel 2004 la Yamaha Corporation, famosa big company giapponese attiva in numerosi campi tra cui quello di produzione di strumenti musicali, lancia sul mercato un software di sintetizzazione vocale chiamato VOCALOID. Particolarità del software è la creazione da parte di alcune aziende esterne, in collaborazione con Yamaha, dei cosiddetti vocaloid: dataset di voci preregistrate per la sintetizzazione venduti in boxset illustrati con un avatar ideale.

Influencer virtuali - 08 Hatsune Miku in una pubblicità della Georgia, bibita analcolica di proprietà del gruppo Coca Cola
 

Nel 2007, per l’uscita di VOCALOID2, l’azienda Crypton Future Media, crea il primo avatar virtuale legato ad una specifica voicebank, Hatsune Miku: una giovane ragazza dai lunghi capelli verde acqua raccolti in un due trecce laterali. Corredata anche di un background narrativo, “una giovane idol proveniente da un vicino futuro in cui le canzoni sono andate perdute”, Hatsune Miku ha un successo strepitoso trasformando VOCALOID nel software musicale più venduto in Giappone fino a quel momento.

Il successo dell’idol digitale la porta a diventare un prodotto di marketing dalle enormi potenzialità. Partendo dalla sponsorizzazione di alcuni team del campionato automobilistico SuperGT, Hatsune Miku passa velocemente ad un più ampio endorsement di brand e prodotti. In breve diventa uno dei volti più conosciuti dal pubblico giapponese, apparendo in pubblicità della Toyota, Coca Cola, Domino’s Pizza, Sega, la stessa Yamaha e anche del colosso Google. Nel 2013 il numero di marchi da lei rappresentati supera addirittura quello di Tiger Woods. Non male per essere un semplice avatar.

2. Lightning x Louis Vuitton: da Final Fantasy alla moda

All’interno di un mondo limitato come un videogioco, il modo di vestirsi è uno degli elementi più importanti per esprimere e definire l’individualità e il carattere di un personaggio.L’interesse per il mondo della moda di Tetsuya Nomura, character designer della software house Square Enix, è sempre stato indubbio e anzi fondamentale per la creazione di molti dei suoi personaggi. Non stupisce quindi che una delle sue ultime creazioni, la protagonista di Final Fantasy XIII, Lightning, si sia trasformata da semplice personaggio videoludico a vero e proprio testimonial per un’azienda di moda di grande prestigio come Louis Vuitton.

 

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Nel 2016 infatti la casa di moda francese decide di mettere accanto a star del calibro di Alicia Vikander, Michelle Williams e Angelina Jolie, un personaggio proveniente da un universo virtuale, quello della serie di videogiochi Final Fantasy. Per Louis Vuitton questa non è la prima collaborazione con un personaggio digitale, infatti già nel 2013, il direttore creativo di allora, Marc Jacobs, aveva disegnato un abito per l’idol Hatsune Miku.

 

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Ma la strategia di Louis Vuitton con Lightning è andata oltre la semplice apparizione in un servizio fotografico. La protagonista di Final Fantasy è diventata una vera e propria testimonial rilasciando un’intervista in esclusiva al quotidiano inglese The Telegraph dove si apre al pubblico raccontando - come se fosse un personaggio reale - il suo approccio alla moda e di come si senta orgogliosa di partecipare alla campagna di Louis Vuitton. In realtà questo non è la prima casa di moda che “collabora” con i personaggi di Final Fantasy XIII per promuovere il proprio marchio verso un target completamente diverso dal proprio di riferimento. Già nel 2012, Prada aveva presentato sulla rivista Arena Homme+ un servizio fotografico con protagonisti alcuni personaggi del famoso videogioco.

 

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3. Lil Miquela: influencer digitale, modella e robot

19 anni, capelli corti, pelle ambrata a denotare le origini brasiliane e spagnole, lentiggini e labbra piene. Su instagram posta fotografie come molte altre ragazze della sua età. L’unica differenza è che non esiste. Anche Miquela Sousa, conosciuta come LilMiquela, è un costrutto digitale: una influencer virtuale che dalla sua apparizione su Instagram il 22 aprile 2016 è riuscita a superare il milione di follower con un engagement che supera abitualmente il 10%. Non per niente la giovane è stata scelta per campagne di influencer marketing per grandi aziende come Prada, Chanel, Moncler e Diesel.

L’identità delle persone dietro all’account di questa influencer virtuale si sono scoperte a fine aprile 2018 quando, con scene degne di una serie televisiva, altri due account di personalità virtuali hanno attaccato LilMiquela e l’hanno obbligata a svelarsi al mondo in quanto robot e non essere umano. Uno stunt mediatico, durato ben due anni, della startup americana Brud che opera nel settore della robotica e delle intelligenze artificiali e che vuole porre maggiore attenzione sulla possibilità di creare personaggi virtuali online e trasformarli in celebrità a tutti gli effetti.

 

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Un caso come quello di LilMiquela, ha dimostrato come grazie ad un duro lavoro di profilazione del proprio target, continua cura del rapporto con i propri follower e grande creatività si possa riuscire a trasformare anche una creazione digitale in un influencer da milioni di fan. In questo caso la creazione di un rapporto molto stretto con i propri follower è stato uno dei discrimini principali nella nascita di questo fenomeno; la capacità di essere più reale del reale. Avere più interazioni di un normale influencer, unito sicuramente ad una grande strategia di storytelling e al mistero sulla sua origine, ha portato al successo di LilMiquela.

4. Shudu Gram: una meravigliosa modella virtuale

Modella dalla pelle scurissima, Shudu Gram è solo l’ultimo caso di influencer digitale che stanno cominciando ad apparire su Instagram. Scorrendo il proprio feed di Instagram e guardando con occhio disattento le immagini che ci scorrono davanti, si potrebbe prendere qualsiasi delle sue foto come un normale servizio di moda con modelli in carne e ossa. Eppure, se ci soffermiamo con più attenzione sulle immagini scopriamo che anche Shudu è un’immagine digitale.

 

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Dietro alla sua nascita non c’è lo stesso mistero che ha aleggiato intorno a LilMiquela. Si sa infatti che la modella digitale è stata creata dal fotografo britannico Cameron James-Wilson in quello che lui dice essere “la celebrazione del nuovo movimento di modelle dalla pelle scura”. Nonostante le voci in suo favore siano numerose, da Alicia Keys a Naomi Campbell, il fotografo è stato accusato di appropriazione culturale e razzismo proprio per la decisione di creare una modella di colore. Accuse che non paiono aver intaccato il successo della sua creazione.

 

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L’account della modella apre infatti il 22 aprile 2017 e in un solo anno raggiunge gli attuali 116mila. L’engagement medio dei post è altissimo, si oscilla da una media del 10% a picchi di oltre il 20%, mentre i suoi video sono visti da quasi il doppio dei follower totali della pagina. Un successo incredibile visto anche l'esiguo numero di post fatti fall'apertura, solo 21. Al momento una delle collaborazioni di maggior successo di questa influencer virtuale è quella con Fenty Beauty, linea cosmetica fondata dalla cantante Rihanna.

Conclusioni

  • L’influencer marketing è un campo con tantissime potenzialità, alcune delle quali ancora inesplorate.
  • La creazione e l’utilizzo di influencer virtuali avranno delle enormi potenzialità future in quanto potranno permettere il controllo totale sui contenuti, anche se saranno delle strategie a lungo termine.
  • Instagram si pone come una delle piattaforme più interessanti per lo sviluppo di personalità digitali.
  • Il settore della moda si è dimostrato più ricettivo verso le potenzialità di questi influencer virtuali.
  • Nei prossimi anni sicuramente vedremo nuove personalità digitali affacciarsi nel mondo dell’influencer marketing.

 


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