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Targeted hashtag: come sfruttare le loro caratteristiche al meglio

Sheila Salvato
05 luglio 2018

Sono oramai parte della nostra vita quotidiana. Da Twitter ad Instagram servono a canalizzare le nostre ricerche: sono gli hashtag. Ma come si possono utilizzare per migliorare la propria area di influenza?

L’hashtag è qualcosa di molto semplice. Un’etichetta che serve ad indicizzare un post all’interno di una categoria specifica. Sono dei collegamenti ipertestuali che rendono più semplice la ricerca nel mare magnum di informazioni che troviamo sulle piattaforme social. Con l’evolversi dei social e del loro linguaggio gli hashtag sono diventati però un mezzo utile per raccogliere post o immagini e facendoli apparire nei feed di utenti che non sono necessariamente follower: sono i targeted hashtag.

#QUANDOSONONATIGLIHASHTAG?

Oramai è una storia leggendaria: il 23 agosto 2007 l’avvocato ed evangelista tecnologico Chris Messina pubblica il primo tweet con hashtag. Questo non è ancora un collegamento ipertestuale cliccabile ma serve a lanciare l’idea di utilizzare il simbolo # per raggruppare i messaggi. Messina ha avuto l’ispirazione proprio dall’utilizzo che si faceva dell’hashtag agli albori di internet (sui network IRC, Internet Relay Chat) per etichettare gruppi e argomenti.

Targeted hashtag 02

Sebbene Twitter non adotti immediatamente questo strumento, i suoi utenti cominciarono ad utilizzarlo sempre di più, fino al 1° giugno 2009 quando l’azienda introdusse il collegamento ipertestuale per tutti i messaggi accomunati dallo stesso hashtag.

L’uso del cancelletto diventa sempre più popolare tra gli utenti che nel 2010 Twitter introduce la sezione Trending Topics, dove è possibile trovare tutti gli hashtag in rapida ascesa di popolarità. In seguito al successo degli hashtag su Twitter diverse altre piattaforme cominciano ad inserirlo: nel settembre 2012 vengono introdotti su Google+, a marzo 2013 su Flickr e a giugno 2013 approdano su Facebook (dove però non hanno molto successo e tuttora non sono un metodo pratico per la ricerca).

#TARGETEDHASHTAG

Ad un primo approccio gli hashtag sembrano estremamente semplici ed intuitivi. Basta aggiungere #instagram, #bestoftheday oppure #picoftheday che i like della vostra foto possono aumentare di qualche decina. Eppure non sempre è così, infatti questi hashtag sono molto comuni, pensate che #bestoftheday conta 168 milioni di post e #picoftheday addirittura 400 milioni. Certo che riuscire a spiccare in questo mare di post risulta decisamente arduo.

Targeted hashtag 01

Ecco perché bisogna affidarsi ai targeted hashtag ovvero degli hashtag molto più descrittivi, che hanno un bacino di utenti più piccolo ma che vi possono fare diventare di tendenza in quella specifica nicchia e aumentare la vostra autorevolezza. In questo modo la vostra visibilità in quel preciso argomento sarà più duratura nel tempo.

Facciamo un esempio. Per lanciare un nuovo account dedicato alla passione per il caffè uno potrebbe pensare di utilizzare l’hashtag #coffee. Con una veloce ricerca su Instagram scopriamo che questo specifico hashtag ha oltre 90 milioni di post. Ci conviene ridurre il bacino di utenti per poter spiccare al meglio con il nostro post.

#COMESFRUTTAREITARGETEDHASHTAG?

Come si trovano i targeted hashtags? Facile. Mettiamo #coffee nella barra di ricerca in alto. Apparirà una lista di hashtag consigliati. Al primo posto quello più popolare che avrà milioni di post. Sotto a questo una serie di altre proposte in ordine sparso. Possiamo così scegliere un hashtag con dei numeri più bassi, #coffeebreak ha solo 3.6 milioni di post, ma forse sono ancora troppi. Conviene continuare la nostra ricerca fino a trovare un hahstag che abbia un numero contenuto di post (intorno agli 80k) e che sia ovviamente in linea con la nostra vision (questo è sicuramente l’obiettivo primario). Utilizzando questo hashtag avremo così più probabilità di andare ad intercettare un pubblico molto interessato a ciò di cui andremo a parlare.

Targeted hashtag 04

Questo è il bello dei targeted hashtag. Essere presenti laddove il pubblico di appassionati va a ricercare materiali. Non saremo quindi passivi nel nostro posizionamento ma anzi faremo uno sforzo attivo per cercare e interagire con chi potrà diventare nostro follower. I targeted hashtag  non solo aiutano a guadagnare follower ma anche a rendersi visibili a chi sta ricercando profili interessanti con cui instaurare delle collaborazioni (qui puoi trovare la nostra guida su come selezionare il perfetto influencer per un programma di influencer marketing).

#CONCLUSIONI

  • I targeted hashtag sono estremamente importanti per posizionarsi in nicchie specifiche e attinenti alla propria passione.
  • Sono facili da trovare con la giusta metodologia.
  • Utilizzarli non significa escludere quelli più popolari.

 


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